DALLO STUDIO · #01
Una fotografia non racconta come lavora una performer, e ottenere esattamente ciò che si è chiesto non significa necessariamente ottenere il miglior custom possibile.
Un video custom nasce da una fantasia del cliente. È normale, quindi, che chi lo ordina abbia idee precise: una determinata modella, una scena specifica, un certo modo di interpretare il ruolo.
Il problema nasce quando avere una fantasia precisa diventa non voler ascoltare nessun consiglio, nemmeno quello di chi deve materialmente trasformare quella fantasia in un video.
È una situazione che incontro continuamente.
Il cliente conosce perfettamente ciò che lo eccita. Io, però, conosco le modelle, le ho viste lavorare, so cosa viene loro naturale e cosa invece risulta forzato. So anche quali scene funzionano davanti a una telecamera e quali, pur sembrando bellissime nella propria immaginazione, diventano molto più complicate quando devono essere realizzate davvero.
Ed è qui che, qualche volta, il cliente finisce involontariamente per peggiorare proprio il video che sta pagando.
La modella giusta non è sempre quella che hai già scelto
Uno dei casi più frequenti è la fissazione su una determinata performer.
Posso capirlo perfettamente. Se stai ordinando un video personalizzato e nella tua fantasia il personaggio ha il volto di una certa modella, sentirti suggerire un’altra persona può sembrare quasi una contraddizione rispetto al concetto stesso di custom.
Ma esistono fantasie molto specifiche per le quali non tutte le modelle sono intercambiabili.
Una performer può essere splendida e professionale, ma poco adatta a quel particolare ruolo. Una donna naturalmente dominante probabilmente renderà molto meglio interpretando una mistress che cercando di apparire improvvisamente sottomessa. Una modella che non ama una determinata pratica difficilmente riuscirà a renderla spontanea e convincente.
E naturalmente esistono anche dei limiti personali che non sono negoziabili. Se una performer non vuole fare nudo, non farà nudo. Se non vuole praticare una determinata attività, non dovrebbe esserci alcuna aspettativa che cambi idea semplicemente perché si tratta di un custom.
A volte, però, sembra quasi che proprio questo contrasto attiri alcuni clienti: scegliere una modella nota per essere dominante e volerla assolutamente in un ruolo submissive; scegliere qualcuno che preferisce ricevere una certa pratica e volerla invece nella parte opposta.
Come fantasia posso comprenderlo. Come producer, però, devo anche chiedermi: il risultato sarà credibile?
Se ti dico: “Per questo scenario secondo me sarebbe molto meglio quest’altra modella”, non sto cercando di venderti qualcuno che non vuoi. Sto cercando di ottenere il video migliore possibile con il budget e la fantasia che mi hai dato.
Una fotografia può farti scartare la persona giusta
Un’altra situazione che vedo continuamente è il rifiuto immediato di una modella basato quasi esclusivamente su una fotografia.
“Non mi piace.”
Poi, mesi dopo, il cliente capita casualmente su un video con quella stessa ragazza e improvvisamente la scopre.
Gli piace come parla.
Gli piace come si muove.
Gli piace il suo atteggiamento.
Gli piace il modo in cui interpreta quel particolare fetish.
E magari da quel momento diventa una delle sue preferite.
La cosa divertente è che qualche mese prima ero stato io a suggerirgliela esattamente per quei motivi.
Una fotografia può dirti se una persona ti attrae a prima vista. Non può dirti necessariamente come quella persona funziona in video.
Io magari l’ho vista lavorare per ore. So se sa recitare, se è spontanea, se riesce ad improvvisare, se è dominante, ironica, aggressiva, sensuale, credibile in un ruolo medical, brava con il dialogo oppure perfetta per una scena quasi senza parole.
Sono informazioni che una foto semplicemente non contiene.
E a volte basta un dettaglio estetico per bloccare tutto.
Ricordo il caso di una modella che veniva esclusa a priori da un cliente perché aveva i capelli molto corti.
Per quella particolare fantasia sembrava essere un problema insormontabile.
Poi gliel’abbiamo mostrata con una parrucca.
È diventata la sua modella preferita. La sua musa.
Ho visto succedere qualcosa di simile con i tatuaggi.
C’è chi vede qualche foto di una modella e dice immediatamente: “No, ha troppi tatuaggi.”
Poi la vede davvero in video e improvvisamente i tatuaggi diventano secondari, perché la bellezza, la presenza scenica, la bravura o semplicemente il magnetismo della performer superano completamente quel particolare che inizialmente sembrava decisivo.
E naturalmente può succedere anche il contrario: qualcuno vuole tassativamente una modella senza tatuaggi e scarta una performer eccellente soltanto perché ne ha due o tre.
Se quella è davvero una caratteristica indispensabile della fantasia, va benissimo.
Ma vale sempre la pena chiedersi: sto scegliendo la performer migliore per questo video, oppure sto eliminando ottime possibilità sulla base di una fotografia e di un dettaglio che forse sullo schermo conterà pochissimo?
Se una cosa per te è fondamentale, controllala prima
C’è poi un’altra categoria di problemi che francamente è ancora più semplice da evitare.
Mi è capitato che un cliente ordinasse un custom con una determinata modella e, dopo aver ricevuto il video, si lamentasse perché non gli piaceva la sua voce.
Ma la voce della modella non era un’informazione segreta.
Abbiamo uno store pieno di video e di preview.
Se la voce per te è una componente fondamentale dell’attrazione, prima di ordinare un video personalizzato con quella performer guarda qualche preview. Ascoltala parlare. Guarda come si muove. Cerca di capire se ti piace davvero in video e non soltanto in fotografia.
Lo stesso principio vale per molte altre caratteristiche visibili o verificabili.
Un custom è un prodotto molto personale. Proprio per questo, se esiste un dettaglio che per te può fare la differenza tra “mi piace” e “non mi piace”, vale la pena investire cinque minuti prima dell’ordine per verificarlo.
Noi possiamo consigliare. Possiamo raccontarti come lavora una modella. Possiamo suggerirti chi pensiamo sia più adatto.
Ma non possiamo sapere che per te una certa voce, un tatuaggio, un taglio di capelli o un altro dettaglio rappresentino un problema se non ce lo dici.
E soprattutto è difficile lamentarsene dopo quando l’informazione era già disponibile prima.
Alcune scene funzionano meglio nella testa che davanti alla telecamera
Lo stesso discorso vale per le istruzioni tecniche.
Ogni tanto riceviamo sceneggiature estremamente dettagliate con posizioni, movimenti e sequenze che, sulla carta, sembrano perfettamente logiche.
Poi provi fisicamente a realizzarle e scopri che non lo sono.
Una posizione è scomoda.
I corpi coprono quello che dovrebbe vedere la telecamera.
Un movimento non può essere ripetuto in maniera naturale.
Una scena che dovrebbe sembrare spontanea diventa una coreografia.
Quando suggerisco di cambiare qualcosa, normalmente non lo faccio perché voglio semplificarmi la vita. Lo faccio perché so già come quella scena apparirà sullo schermo.
Naturalmente il cliente può insistere. È il suo video.
Ma esiste un punto oltre il quale rispettare alla lettera ogni istruzione produce un risultato tecnicamente fedele alla richiesta e artisticamente peggiore.
E può succedere la cosa più frustrante: il cliente riceve il video e dice che una determinata parte sembra un po’ finta o forzata.
Sì.
Era precisamente il motivo per cui avevo suggerito di cambiarla.
Il custom migliore nasce da una collaborazione
Non sto dicendo che il cliente dovrebbe mandarci due righe e lasciare decidere tutto a noi.
È esattamente il contrario.
Più capisco bene la fantasia, meglio posso realizzarla. Voglio sapere cosa è importante, cosa è indispensabile, cosa ti eccita e quali dettagli non devono assolutamente mancare.
E se per te una particolare caratteristica fisica, la voce, l’abbigliamento o qualsiasi altro dettaglio è fondamentale, dimmelo.
Ma c’è una differenza tra descrivere bene una fantasia e dirigere ogni singolo secondo della produzione ignorando ogni suggerimento.
Il cliente è l’esperto della propria fantasia.
Il producer dovrebbe essere l’esperto nel trasformarla in qualcosa che funzioni davanti a una telecamera.
Quando le due competenze collaborano, normalmente nasce un custom migliore.
Quando invece una delle due parti decide di ignorare completamente l’altra, qualche volta si finisce per ottenere esattamente ciò che era stato richiesto.
Solo che è peggio di quello che avrebbe potuto essere.
Steve Footjobs / DafneFetish
